Talco e cera, di Valentina Timpani

barbie_Continuano i racconti di Vale dall’Argentina.  Oggi di quando si è avventurata lei di persona in un “centro di produzione di principesse”. Preparatevi a soffrire.

“Quando sono arrivata a Buenos Aires, la strada più grande vicino casa mia è tanto lunga che mi perdo, sembra impossibile perdersi in una strada tutta dritta. L’unico riferimento dicevo, quando sono arrivata a Bs As, per non perdermi vicino casa, erano i negozi. In realtà lo sono ancora, anche ora che sento mia la strada oltre che la casa, il fatto è che ci sono solo negozi in queste tipiche strade infinite di periferia, voglio dire che non ci sono fontane, vicoletti, finestrelle, aiuole, terrazzini, parcheggi e spiazzaletti tra un negozio e l’altro. Quando sono arrivata allora ho iniziato a prestare più attenzione ai negozi, cosa che non avevo mai fatto in altre città. E mi son resa conto che nella strada infinita ci sono tantissimi centri estetici, e sono sempre pieni di donne, anzi, prima dei giorni di festa, quando io vado al supermercato “chino” a fare la spesa, davanti alla porta del centro estetico più vicino a casa, che si chiama PRINCESAS (gli argentini sono un po’ all’antica in certe cose, da noi si sarebbe chiamato  BEAUTY), c’è la fila che fuoriesce dalla sala d’aspetto e arriva alla strada. Una volta ci sono andata anch’io da PRINCESAS, quando le mie colleghe italiane mi dicevano ripetutamente che si poteva considerare poco intelligente non approfittare dell’offerta smodata e dei prezzi molto bassi dei centri estetici vivendo a Bs As.

La prima volta ci sono andata sola, la seconda ho accompagnato un’amica in viaggio in Sud America desiderosa di esperienze forti, mentre l’aspettavo cercavo dei peli sulle gambe delle signore in attesa, ma secondo me erano tutte lì per accompagnare un’amica, perché non ne avevano nemmeno uno.

La prima volta invece la signora Nilda mi ha spinto verso una cabina minuscola dove c’è un lettino bianco ed è andata via, allora io non sapevo bene che fare ed ho aspettato. Poi dopo un po’ una ragazza molto grassa mi ha salutato velocemente e mi ha chiesto di spogliarmi e stendermi, ovvio. Lei aveva in mano un secchio pieno di cera fumante con dentro un bastone lungo di legno. Mi ha cosparso di talco e in pochi secondi ha spalmato una mano di cera bollente su tutta la parte inferiore del mio corpo. Poi ha acceso il ventilatore (in quel momento mi sono accorta che c’era e ho capito perché) e girandosi di scatto come se io stessi per scapparle tra le mani, si è attaccata al lembo sporgente di cera dura e ha strappato in un unico gesto, con faccia rabbiosa, appoggiandomi le tette sulla pancia, e via tutto il bollentume ormai secco. Io urlo dentro e capisco rotondamente perché non mi sono mai piaciute le principesse. 

Quando sono andata via nessuno mi ha salutato, non so perché, ho pensato che fosse perché io mi rado con gilette e questo causa molto lavoro alle produttrici di principesse. O forse perché sono straniera.

Poi sempre le mie colleghe italiane mi dicevano che loro hanno iniziato a depilarsi con la definitiva e che a Bs As le donne eliminano tutto ciò che si può eliminare in ogni recondito angolo del corpo e che la sensazione dopo è meravigliosa.

A quando la genesi del piacere prodotto nello sbiancamento delle parti del corpo naturalmente nere?”

Valentina Timpani

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