“Non per odio ma per amore – Storie di donne internazionaliste”: presentazione a Bologna

Rilanciamo l’iniziativa del Vag61 di Bologna, ricopiando per intero l’invito che abbiamo ricevuto:

Venerdì 18 gennaio 2013, dalle ore 20

a Vag61 (via Paolo Fabbri 110, Bologna)
torna l’appuntamento mensile con i libri e i vini di produttori non omologati di “Fermento” (in collaborazione con Drogheria 53).

ore 20, 15
Cena sociale e degustazione di vini

ore 21,30
Presentazione del libro
“Non per odio ma per amore – Storie di donne internazionaliste”
di Paola Staccioli e Haidi Gaggio Giuliani
prefazione di Silvia Baraldini.
ed. DeriveApprodi

Saranno presenti le autrici
Reading con video e letture di Paola Staccioli

NON PER ODIO MA PER AMORE
Il libro racconta le biografie di sei donne “occidentali” che, dagli anni Sessanta ai giorni nostri, hanno vissuto vicende molto diverse fra loro. Si tratta di storie di donne comuniste, antimperialiste, pacifiste, che hanno scelto di unirsi alla guerriglia o di esercitare una resistenza attiva. Alcune di queste donne hanno abbandonato la propria vita “privilegiata” per andare a combattere o a sostenere le lotte di altri popoli per la loro liberazione. Pur con percorsi diversi, esse non hanno mai scelto la strada più semplice, ma solo quella che credevano più giusta, a prezzo di torture e carcere. A prezzo della vita.
Le autrici hanno scelto la forma del racconto per narrare queste sei vite, accumunate nel loro epilogo: una morte violenta, spesso «messa in conto» o persino «cercata», in alcuni casi giunta nel modo più crudele e inaspettato.
Ne è uscito un libro intenso, pieno di senso e di passione.
Silvia Baraldini, nella prefazione, ha scritto: “Le parole schizzano dalle pagine rivelando così l’urgenza delle due autrici di raccontare queste vicende, di condividere con i lettori la ricostruzione dei fatti, di rivivere i legami di amicizia e di affetto che le hanno unite ad alcune di loro. Di comprendere attraverso le loro storie i movimenti che hanno attraversato e, in qualche modo, segnato la vita politica della nostra gioventù. Leggere questo volume ci ricorda che in tempi non lontani abbiamo vissuto ‘situazioni in cui ai più puri tutto appare in bianco e nero’. Questa certezza, questa mancanza di dubbi, questa assenza di relativismo è una qualità che contraddistingue un combattente. Una valutazione che questi racconti vogliono amplificare, creando una tela composta da molti elementi: una prolungata militanza politica, l’identificazione con il processo rivoluzionario, la necessità di esprimere in prima persona l’opposizione a regimi totalitari. E infine, trattandosi di donne, la necessità di partecipare al di là di ogni limite imposto dal proprio genere”.

LE BIOGRAFIE RACCONTATE
Bolivia – Haydée Tamara Bunke Bider, Tania la guerrigliera (tedesca)
Conosce Che Guevara e decide di trasferirsi a Cuba e dedicare la sua vita alla rivoluzione; la sua militanza la porterà anche a unirsi alla guerriglia del Che in Bolivia. Cade in un’imboscata il 31 agosto 1967.

Grecia – Maria Elena Angeloni (italiana)
Nel 1970 partecipa a un’azione in sostegno alla resistenza greca. Lo scopo è duplice: denunciare la dittatura dei colonnelli e denunciare la responsabilità degli Usa. Il meccanismo a orologeria della bomba artigianale confezionata si inceppa e l’auto salta in aria… Lascia un bambino di nove anni, Federico, che ha avuto con Veniero, fratello di Haidi, la mamma di Carlo Giuliani.

Germania – Monika Ertl (tedesco-boliviana)
1 aprile 1971: Roberto Quantanilla, il colonnello dei servizi segreti boliviani responsabile della morte del Che, viene ucciso nella sede del consolato boliviano di Amburgo. I colpi partono da una pistola registrata a nome di Giangiacomo Feltrinelli. A sparare è Monika Ertl, figlia di un tedesco compromesso col nazismo, che nel 1969 abbandona il ricco marito per unirsi ai guerriglieri boliviani, diventando l’amante del loro capo, Inti Peredo, il successore del Che. Quando anche Inti viene ucciso dal torturatore Quintanilla, Monika giura vendetta. Torna in Bolivia al fianco di Regis Debray per organizzare la cattura di Klaus Altmann Barbie, l’ex capo della Gestapo di Lione, che però riesce a tenderle un’imboscata nella quale muore.

Turchia – Barbara Kistler (svizzera)
Decide di unirsi alla guerra popolare condotta dal Partito comunista turco. Arrestata nel maggio 1991 a Istanbul, viene torturata. Liberata alcuni mesi più tardi ed espulsa in Svizzera, rientra clandestinamente in Turchia per combattere con l’Esercito di Liberazione degli operai e contadini. Viene uccisa in uno scontro a fuoco sulle montagne del Kurdistan turco.

Kurdistan – Andrea Wolf (tedesca)
Dopo aver militato per anni in Germania nel movimento di resistenza, sostenuto le lotte dei prigionieri della Raf, vissuto in una comune, essere stata arrestata, decide di unirsi al movimento di liberazione curdo sotto la guida del PKK, con il nome di battaglia di Rohani. Combatte nell’Esercito dell’Associazione delle donne libere del Kurdistan. Viene uccisa in Turchia orientale nell’ottobre del 1998.

Palestina – Rachel Corrie (statunitense)
Giovane militante pacifista partecipa con altri attivisti dell’ISM (International Solidarity Movement) ad azioni di resistenza non violenta nella Striscia di Gaza. Il 16 marzo 2003 viene schiacciata a morte da un bulldozer dell’esercito israeliano mentre manifesta e cerca di impedire, armata di un megafono, la demolizione di una casa palestinese a Rafah.

La presentazione sarà dedicata alle 3 militanti del PKK uccise nei giorni scorsi a Parigi.

Qui la recensione su Le monde diplomatique:

 
FERMENTO
E’ uno spazio aperto alle produzioni materiali e culturalidi coloro che, fra mille difficoltà, praticano e rivendicano la salvaguardia della biodiversità, attraverso un’agricoltura pulita e socialmente sostenibile che sia un argine concreto alla distruzione ambientale del pianeta. Al tempo stesso, c’è la necessità per l’editoria indipendente di cooperare ed elaborare strategie diresistenza a un processo di annientamento della bibliodiversità operato da un sistema produttivo, promozionale e distributivo sempre più concentrato e monopolistico. A “Fermento”, insieme ai libri proposti dalle piccole case editrici indipendenti, ci sono i vini provenienti da piccole aziende rispettose della terra, dei suoi cicli naturali, che ne considerano i prodotti per la qualità e il piacere che possono dare e non solo per la quantità.

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